posted by fiorigialli @ 14:23 - martedì, 01 luglio 2008
qualche sera fa ho rivisto "Tutto su mia madre". mi ero scordata quanto fosse bello.
epigrafe di oggi: "Costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una é più autentica quanto più assomiglia all'idea che si è fatta di se stessa."
(monologo di Avrado)
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posted by fiorigialli @ 14:12 - giovedì, 19 giugno 2008
il parco di villa bolasco. ribelle e decadente, come uscito da un racconto di henry javilla bolascomes.
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posted by fiorigialli @ 09:02 - mercoledì, 18 giugno 2008

Se non lo avete mai fatto, leggete "Il sergente nella neve". nel filmato un estratto dello spettacolo di Paolini dal libro.
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posted by fiorigialli @ 13:46 - martedì, 17 giugno 2008
le scarpe della sposa copiae rieccomi, dopo mesi di assenza giustificata da un matrimonio (il mio!) e da una trasferimento (sempre il mio). pensavo: vita nuova, blog nuovo, ma ad annie sono affezionata e così riapro le serrande del mio blog. nella foto le scarpe della sposa!
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posted by fiorigialli @ 11:24 - mercoledì, 05 marzo 2008
qualcuno lo ha visto?
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posted by fiorigialli @ 07:36 - sabato, 01 marzo 2008
mmmm mi ci mancava solo la carta >26. e gli over 26?non è mica detto che abbiano lavoro, casa, carte e ogni genere di ricchezze. dopo i 26 non ci resta che aspettare i 60...
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posted by fiorigialli @ 12:21 - sabato, 16 febbraio 2008
sono stata ad un laboratorio sulla creatività ad asolo. qui in veneto sono ricchissimi e l'incontro organizzato dalla confartigianato della marca trevigiana e dalla fondazione la fornace (una vera vecchia fornace ristrutturata in modo meraviglioso, con rigagnoli d'acqua, legno e vetro, un insieme che fa molto scarpa) era lussuosissimo: bottigliette di acqua a iosa e non solo per i relatori, cartelline luccicose, confezioni di pastelli colorati griffati la fornace inseriti nelle cartelline, buffet degno di un matrimonio, un parterre di uomini in completo e scarpe di cuoio, donne stivalatissime e profumate. io avevo le tennis e i calzini a righe (però in pendant con il maglione, sempre a righe) e profumavo di pasta al forno (ricordino lasciato dal pranzo offerto dalla mamma del mio fidanzato, una pasta al forno ASSOLUTA). insomma, dopo la relazione (ma la chiamerei piuttosto show) di domenico de masi, sociologo, che non ho per nulla apprezzato e quindi sulla quale non intendo soffermarmi, c'è stato il LABORATORIO. tema: la creatività della catastrofe. tecnica interessante. da provare. in due parole: di solito davanti a un problema ci chiediamo come fare per risolverlo con successo. però allo stesso tempo la nostra mente individua prima i lati negativi delle cose, piuttosto che quelli positivi (per lo meno a me capita...). la strategia creativa della catastrofe riprende questa tendenza e la usa per trovare una nuova soluzione, partendo da un altro punto di vista: quali azioni potranno far fallire il nostro obiettivo? si elencano le nefande possibilità e poi..si ribaltano. ecco nuove idee per risolvere il nostro problema. in fin dei conti è un modo per aggirare il pensiero verticale e mettere in atto quello laterale. io non ho ancora provato. ma vi dirò. se qualcuno fa un esperimento, mi piacerebbe saperne l'esito.
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posted by fiorigialli @ 16:15 - lunedì, 11 febbraio 2008
mi tengo stretta tra i denti in questo momento in particolare due parole dell'ultima frase del post precedente: ardente pazienza. ossimorico sintagma che sottolinea come la perseveranza verso un obiettivo necessiti di forza e passione, di calma e di coraggio insieme.
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posted by fiorigialli @ 16:08 - lunedì, 11 febbraio 2008
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(neruda)
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posted by fiorigialli @ 10:58 - sabato, 09 febbraio 2008
in cui il sole è una necessità fisica. quei giorni in cui dico: meno male che c'è almeno il sole. giorni nei quali mi sento una bambola rotta con gli occhi caduti dentro ( non è mia, è una citazione di emile cioran, filosofo rumeno). allora corro, ma soprattutto, leggo. tanto tantissimo, in modo compulsivo e bulimico.scorrendo su internet ho trovato il trailer del film che hanno tratto da uno deli libri che ho amato di più in questi momenti bulimici. lo scafandro e la farfalla, di jean dominique bauby. lo scrittore, voce protagonista , racconta la sua storia: colpito da ictus all'improvviso, si risveglia, dopo un lungo coma, immobile, completamente paralizzato.unico punto ancora vivo del suo corpo (perchè il suo spirito è vivo eccome, e così pure il suo cervello e il cuore) è un occhio. aprendolo e chiudendolo secondo un preciso codice riesce a dettare a una assistente  questo libro. lungi dall'essere una memoria mortifera o angosciante, è una delle letture più belle sulla gioia della vita, comunque e nonostante tutto. è anche ironico, divertente, leggero e delicato.
ora voglio vedere il film.
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